Testi e poesie sono tutelati dai diritti d'autore. ©
EleonoraRuffoGiordani-(Angel55)
Il mio Blog è dedicato
all'Insigne Persona del Prof. Antonio Gallotta
Cavaliere Ufficiale al merito della Repubblica già Sindaco di EBOLI e ivi Preside del Liceo Classico“E. Peritoâ€


Eleonora Ruffo Giordani





















i

Risento
Scrivo con la penna del cuore
versi lievi per Te.
Risento:
le fiabe
la fragranza dei tuoi biscotti
i motivi intonati insieme
le risate nel mio lettino
quando la mattina
venivi a svegliarmi.
Ricordo,
aprivi la finestra
e avvolgevi d'entusiasmo
sogni e speranze.
In questo cammino:
Tu,
non sei mai andata via
l'una a fianco dell'altra...
Madidi
i miei occhi
si perdono nei Tuoi
di cielo
Sei bella,luminosa stella
della mia sera!
Dolce magia che mi avvolgi.
Schiudo le palpebre alla Luce della Verità:
Ti attendo Mamma!

©
Eleonora Ruffo Giordani
30/04/06
(poesia riletta)


mille fiabe ancora…
Sulla tavola imbandita
foglie imperlate di gelo
e germogli di tenerezza.
Nella frescura del vespro
una cicala intesse con fili di vita
e fiori di cotone tela di nostalgia.
Confidente fruscia all’orecchio
presagisce Vita…
Sussultano le fronde dell’olmo
fiorite all’ombra dei sogni.
Gli astri bisbigliano
sonnolenti e complici alla luna intrigante;
compiacciono la nuova stagione.
Il cuore attende mille fiabe ancora…
Copyright ©
Eleonora Ruffo Giordani
(poesia riletta)
Mi rifugio nel mio mondo fatato. Nella casa delle fiabe, avvolta di domani e di colori continuo a scrivere la mia poesia e le mie favole.

(dalle pagine del mio diario)
…….
Mi abbraccio alla Vita:
ho voglia d'incanto
di sguardi sereni,
e giorno m'appare al calar della sera.
©
Eleonora Ruffo Giordani
LA POESIA DELLA SETTIMANA
(ROCCO CHINNICI)
CALCIANDO LA SFERA
Tonda la sfera saltella sul manto erboso,
al rincorrere del bimbo vispo e gioioso.
I primi passi di quei teneri anni,
i primi calci tra corsa e affanni.
Dall’alto la tribuna guarda e tace
di quel fringuello il canto di prima voce.
Volano gli anni, saltella la sfera;
adulto il bimbo sogna chimera;
e la tribuna…
che muta guardava il fringuello
ora applaude anche quello,
bimbo che più non porta le ali
ma radiosi giorni tutti uguali,
ricchi di valori e gioia infinita
in questa breve storia ch’è la vita.
Rocco Chinnici

A SASSARI!!
8/15/22 MAGGIO 2008 ORE 20,00
IL POETA
GIOVANNI ANDREA NEGROTTI ( GAN)
PER LA SERIE
D’ INCONTRI
INVITA
A PARTECIPARE ALLA PRIMA GARA POETICA CHE SI SVOLGERA’ A SASsARI
AL CAFFE’ GALLERIA D’ARTE
DADA
VIA CARLO ALBERTO 2.
CHIUNQUE VOGLIA ESIBIRSI CON UN SUO SCRITTO PUO’ PARTECIPARE AL
POETRY SLAM!
INVIARE UNA PRESENTAZIONE E UNA POESIA CON RECAPITO ALLA E-MAIL gan-poeta@tiscali.it
Info tel. 3492395401
POETRY SLAM!
Il Poetry Slam è una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria composta estraendo a sorte cinque persone del pubblico, sotto la direzione del Master of Cerimony.
Lo slam è un modo nuovo e coinvolgente di proporre la poesia, che diventa libera e democratica, e arriva diretta al pubblico che partecipa all'incontro.
Le regole in breve:
poesie inedite per una durata non superiore ai 3 minuti.
Non sono ammessi accompagnamenti che esulino dalla pura voce, niente musica, niente oggetti e niente telefonini.
Penalità per chi supera i 3min10sec.
La giuria è formata da 5 persone sorteggiate fra il pubblico e decreterà il vincitore: ogni giudice esprimerà voti da 0/10, il voto più alto e quello più basso vengono eliminati.
La gara si svilupperà in 3 manches: due semifinali e una finale, verranno selezionati i cinque più due; per le semifinali che si contenderanno i primi 3 posti alla finale.
I finalisti si giocheranno la vittoria. Ai vincitori premi in libri, gli onori di rito e al primo classificato una cena per 2, pergamena di partecipazione ai finalisti.
GAN.
E-MAIL gan-poeta@tiscali.it

http://www.circoloculturaleluzi.net/

…eteree figure avvolgono
Nell'eremo dell'anima, magia
di voli e silenzio inviati
mi fanno compagnia,
asciugano stille di emozione.
Sensazione di benessere
risveglia sedati attimi
eteree figure avvolgono
d' eternità il cuore.
Sussurra teneramente
la volontà, conoscenza
afferma fede prega grazia:
Amore avvolge piccolezza
Riverbero di Luce su vetri
di sale, carezze di vita
sfiorano l'essere proteso
nel sensibile.
Sulla roccia,esanime
lotta la logica,fiducia
e abbandono non interrogano più.
Uriel,varca il limite della
piccolezza,congiunge le braccia
attorno all'esistenza.
Scioglierà il gelo che m'avvolge,
restituendomi alla Vita?
©
Eleonora Ruffo Giordani

ETTORE MAIORANA
La giovinezza
Ettore Majorana nacque a Catania il 5 agosto 1906 da una nota famiglia di professionisti di quella città. Il padre ingegner Fabio Massimo (nato a Catania nel 1875, morto a Roma nel 1934), era fratello minore di Quirino Majorana (1871-1957), noto professore di fisica sperimentale dell'Università di Bologna. L'ingegner Fabio Massimo era stato per molti anni direttore dell'azienda telefonica di Catania; trasferitosi a Roma, era stato nominato nel 1928 capodivisione e, qualche anno dopo, ispettore generale del ministero delle Comunicazioni. Dal suo matrimonio con la signora Dorina Corso (nata a Catania nel 1876, morta a Roma nel 1965), anch'essa di famiglia catanese, erano nati cinque figli: Rosina, sposata più tardi con Werner Schultze; Salvatore, dottore in legge e studioso di filosofia; Luciano, ingegnere civile specializzato in costruzioni aeronautiche, ma che poi si dedicò alla progettazione e costruzione di strumenti per l'astronomia ottica; Ettore; e, quinta e ultima, Maria, musicista ed insegnante di pianoforte.
Dopo avere fatto le prime classi delle scuole elementari in casa, Ettore entrò come interno all'Istituto Massimo di Roma, ove completò le elementari e ove seguì il ginnasio che superò in quattro anni, avendo saltato il quinto. Quando nel 1921 la sua famiglia si trasferì a Roma, egli seguitò a frequentare come esterno la prima e la seconda liceo classico dell'Istituto Massimo, ma passò, per il terzo anno, al liceo statale Torquato Tasso ove, nella sessione estiva del 1923, conseguì la maturità con voti elevati.
Nell'autunno dello stesso anno Ettore si iscrisse al biennio di studi di Ingegneria dell'Università di Roma e prese a frequentare le lezioni e le esercitazioni, regolarmente superando gli esami con voti molto elevati.
Fra i suoi compagni di corso c'era suo fratello Luciano, con cui passava anche buona parte delle ore dedicate allo svago e ai comuni amici; c'erano anche Emilio Segrè, oggi professore di fisica all'Università di Berkeley in California, ed Enrico Volterra, oggi professore di scienza delle costruzioni all'Università di Houston nel Texsas.
Finito il biennio di Ingegneria, questo gruppo di giovani, tutti molto brillanti, cominciò a frequentare la Scuola di applicazione per gli ingegneri di Roma. Ettore seguitò a riportare voti elevati in tutti gli esami, salvo una bocciatura in idraulica.
Come al biennio così anche alla Scuola di Ingegneria Majorana faceva da consulente a tutti i suoi compagni per la risoluzione dei problemi più difficili: in particolare se si trattava di problemi matematici.
Nel periodo in cui frequentava la Scuola di Ingegneria, Majorana, al pari di alcuni suoi compagni di corso, aveva cominciato a mostrarsi molto critico verso il modo in cui venivano impartiti alcuni degli insegnamenti; egli riteneva che ci si soffermasse troppo nella descrizione di particolari inessenziali, mentre non veniva dato abbastanza rilievo alla sintesi generale, caratteristica di un solido inquadramento scientifico. Questa sua radicata convinzione era alla base di frequenti, vivaci e talvolta aspre discussioni che aveva con alcuni professori.
All'inizio del secondo anno della Scuola di Ingegneria (quarto dall'inizio degli studi universitari) Emilio Segrè decise di seguire la sua vecchia inclinazione e passò agli studi di fisica. Tale decisione era maturata in lui durante l'estate 1927, periodo in cui aveva conosciuto Franco Rasetti, allora assistente all'Istituto di Fisica dell'Università di Firenze. Attraverso Rasetti, Segrè aveva conosciuto anche Enrico Fermi allora ventiseienne e da poco nominato (novembre 1926) professore straordinario alla cattedra di Fisica teorica dell'Università di Roma.
La creazione di questa nuova cattedra era dovuta all'opera di O.M. Corbino, professore di Fisica sperimentale e direttore dell'Istituto di Fisica dell'Università di Roma, il quale, avendo giustamente valutato le eccezionali capacità di Enrico Fermi, aveva iniziato tutta una serie di azioni per creare in Roma una scuola di fisica moderna.
Io stesso, che nel giugno 1927 ero alla fine del secondo biennio per gli studi di ingegneria, avevo deciso di passare agli studi di fisica in seguito all'appello che Corbino aveva rivolto durante una lezione, dicendo esplicitamente che, nella situazione di fermento di idee che esisteva ormai in tutta Europa nel campo della fisica e con la nomina di Fermi a professore a Roma, si apriva, a suo giudizio, un periodo del tutto eccezionale per i giovani che avessero già cominciato a dare prova di essere sufficientemente dotati e che si sentissero disposti ad intraprendere uno sforzo non comune di studio e di lavoro teorico e sperimentale.
Nell'autunno 1927 e all'inizio dell'inverno 1927-28 Emilio Segrè, nel nuovo ambiente fisico che si era formato da pochi mesi attorno a Fermi, parlava frequentemente delle eccezionali qualità di Ettore Majorana, e, contemporaneamente, cercava di convincere Ettore Majorana a seguire il suo esempio, facendogli notare come gli studi di fisica fossero assai più consoni di quelli di ingegneria alle sue aspirazioni scientifiche ed alle sue capacità speculative. il passaggio a Fisica ebbe luogo al principio del 1928 dopo un colloquio con Fermi, i cui dettagli possono servire assai bene a tratteggiare alcuni aspetti del carattere di Ettore Majorana.
Egli venne all'Istituto di via Panisperna e fu accompagnato da Segrè nello studio di Fermi ove si trovava anche Rasetti. Fu in quell'occasione che io lo vidi per la prima volta. Di lontano appariva smilzo, con un'andatura timida e quasi incerta; da vicino si notavano i capelli nerissimi, la carnagione scura, gli occhi vivacissimi e scintillanti: nell'insieme l'aspetto di un saraceno.
Fermi lavorava allora al modello statistico [dell'atomo] che prese in seguito il nome di Thomas-Fermi. Il discorso con Majorana cadde subito sulle ricerche in corso all'Istituto e Fermi espose rapidamente le linee generali del modello, mostrò a Majorana gli estratti dei suoi recenti lavori sull'argomento e, in particolare, la tabella in cui erano raccolti i valori numerici del cosiddetto potenziale universale di Fermi. Majorana ascoltò con interesse e, dopo aver chiesto qualche chiarimento, se ne andò senza manifestare i suoi pensieri e le sue intenzioni. Il giorno dopo, nella tarda mattinata, si presentò di nuovo all'Istituto, entrò diretto nello studio di Fermi e gli chiese, senza alcun preambolo, di vedere la tabella che gli era stata posto sotto gli occhi per pochi istanti il giorno prima. Avutala in mano, estrasse dalla tasca un fogliolino su cui era scritta un'analoga tabella da lui calcolata a casa nelle ultime ventiquattro ore. Confrontò le due tabelle e, constatato che erano in pieno accordo fra loro, disse che la tabella di Fermi andava bene e, uscito dallo studio, se ne andò dall'Istituto. Dopo qualche giorno passò a Fisica e cominciò a frequentare regolarmente l'Istituto
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Nel centenario della nascita di Ettore Majorana (1906-2006), la Bardi Editore, con la collaborazione all’Accademia Nazionale dei Lincei, offre un omaggio al grande scienziato siciliano proponendo la ristampa anastatica del volume La vita e l'opera di Ettore Majorana (1906-1938), ormai esaurito da anni.
L’interesse che ruota attorno alla figura di Ettore Majorana è ancora oggi molto forte. D’altronde il mistero che avvolge la sua scomparsa durante l’epoca di poco anteriore alla realizzazione della bomba atomica da un lato, l’attrazione inevitabile verso una mente geniale dall’altro, convergono nel rendere il fisico siciliano una figura di grande fascino e attualità.
http://www.archimagazine.com/bookshop/lzmajorana.htm
http://www.flaccovio.com/index.php?content=bookdetail&id=188
YOU TUBE DEL MESE
CLICCARE
http://it.youtube.com/watch?v=CKtDpZDhB0M
http://it.youtube.com/watch?v=LBt-t0RzwFM&feature=related
Un giorno guardando le grandi miserie del mondo: ingiustizie, fame, sofferenze, malattie e soprusi di ogni genere, pregai Dio con dolore e rabbia:
" Dio perchè tutto questo? Perchè non fai nulla?"
Ed Egli mi rispose: " Io ho fatto quello che dovevo fare "
" Ma cosa hai fatto se tanta gente continua a morire!? "
Allora Dio con pazienza, appoggiando il suo dito sulle mie labbra e piangendo, mi sussurò: " Per questi tuoi fratelli che soffrono ho fatto te!"
( anonimo )